dans ma chambre//3. via col vento

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è tempo di natale e si avvicina anche il mio anniversario con via col vento: la prima volta che l’ho visto era un 27 dicembre e ogni anno in questo giorno mi rivedo questo bellissimo film, al buio, seduta sul divano con mille coperte e una grande cioccolatona calda.
e start, inizia il film.

da appassionata di cinema, DOVEVO assolutamente vederlo, questo film, diffidando da chi mi diceva ” bah, quel film è lungo e noioso, non guardarlo che ti addormenti”.
dopo averlo guardato mi domando “ma dov’è noioso questo film? non so, dimmi verso che punto inizi ad entrare nella fase rem che me lo riguardo per capire cosa c’è di noioso, perchè davvero, io lo guardo e lo riguardo ogni volta con le stesse emozioni della prima visione”. per prima cosa ci si innamora dei colori, così forti brillanti e accesi che descrivono perfettamente l’ardore del sud, la terra color del sangue, la passione di rossella, la sua sfrontatezza, la sua forza.

poi ci si innamora di quel tipino tosto che è la scarlett.
all’inizio, quando la conosciamo è una ragazzina capricciosa che pretende di avere il buon ashley tutto per sè, mentre lui annuncia il suo imminente matrimonio con melania,poi la seguiamo nel suo cammino intralciato dalla guerra che la porterà a diventare una riluttante infermiera e più tardi una tenace lottatrice per riappropriarsi della sua casa, dei suoi beni, dei suoi averi.
non dobbiamo dimenticarci che l’incontro scatenante è quello con rhett, col tenebroso e delinquente rhett butler che non esita a rimetterla a suo posto divertendosi a domare il suo caratterino; è ovvio che tra i due c’è un’alchimia unica, una passione cocente, ma rossella se ne accorgerà solo alla fine del film, ahimè, facendo scappare rhett, ormai stufo dei suoi sbalzi d’umore.

ma è ovvio che non sono solo gli sbalzi d’umore di rossella a far naufragare la sua “relazione” con rhett, è anche “colpa” di ashley, quell’ashley di cui rossella è testardamente innamorata fin dall’inizio del film, quell’ashley troppo buono per dire a rossella che di lei non gliene frega niente, che è davvero innamorato di sua moglie, o che al limite ci starebbe con una botta e via, ma lui è un uomo d’onore, o almeno ha una gran coscienza e queste cose non le fa. questo ashley che quando scoppia la guerra non regge, perchè lui non è un uomo forte e tenace quanto rhett, lui è troppo legato alle tradizioni, ad un buon libro da leggere davanti al camino, alle passegiate nel parco, ma la guerra ha distrutto tutto ciò e ashley deve lavorare come un qualsiasi poveraccio e lui non regge, lui è un debole, troppo per una come rossella che ha bisogno di chi le sa tenere testa.
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poi ci si innamora anche di rhett, con quel sorriso un pò così, un uomo che, nonostante tutto quello che si dice di lui, noi troviamo simpatico e affidabile, chi non metterebbe la propria vita nelle mani di rhett come ha fatto rossella mentre scappavano da atlanta?

rhett il delinquente, il mascalzone, l’uomo di cui non ci si deve fidare, ma che in fondo ha un cuore tenero : lo vediamo conversare affettuosamente con belle watling, la prostituta che tutti evitano e che è la madre di suo figlio, lo vediamo portare un rispetto senza eguali per melania, per la dolce melania che accoglie la gente tra le sue braccia senza badare a pregiudizi, e lo vediamo innamorato seriamente di rossella, si fa bistrattare, aspetta pazientemente che le passi la cotta per ashley, ma non tutte le ciambelle vengono col buco e anche lui si stufa alla fine ed esce di scena con “francamente, cara, me ne infischio”.

e ci si innamora anche di melania,vista come la dolce, paziente, materna melania ma che in realtà la vera forza, la vera colonna portante- e chi ha letto anche il romanzo se n’è accorto di certo-, perchè melania è il punto d’appoggio di rhett esortandolo a perseverare e a non perdere la speranza con rossella perchè è certa che lei ricambia- e aveva ragione-,è il punto d’appoggio di ashley,che è troppo debole, come già detto, per affrontare il “dopo-guerra” e lei si rimbocca le maniche e porta il dolore sulle sue spalle, si carica di fatiche e cerca di ricominciare; ed è anche il punto di forza a cui inconsciamente si aggrappa rossella- ma lei si rende conto di amarla solo alla fine, quando ormai melania, dopo un aborto muore-, perchè melania è sempre lì per lei, la difende anche quando rossella ha torto, è pronta a combattere per lei- ricordando l’episodio dello yankee che entra in casa per derubare e fare del male a rossella, e melania, stremata e senza forze dopo il parto è lì sulle scale che impugna una spada per difendere l’amica- e soprattutto prova un vero e profondo affetto per rossella che quest’ultima ha ricevuto soltanto da sua madre.

non continuo con i personaggi, e non continuo parlando di rossella, di questo grande personaggio, perchè ormai tutti la conosco bene o male.
volevo solo dare le mie impressioni sui personaggi che sono la forza vitale del film.
forza vitale che scaturisce anche dalle interpretazioni sublimi degli attori. lo so, io cado sempre lì, ma questo film è ornato da questi attori superbi:
vivien leigh che ci ha dato una rossella capricciosa, testarda, bambina e donna allo stesso tempo, una donna che si ha paura di incontrare sulla propria strada.
un clark gable affascinante, ironico e arrabbiato, sinceramente un rhett perfetto!
e olivia de havilland, che è una delle mie attrici preferite e una delle mie voci cinematografiche preferite, ha dato un’interpretazione misurata e garbata di melania, dolce e tenace, zucchero e roccia.

basta così, ci sarebbe tanto altro da dire,ma via col vento è proprio così, come i suoi personaggi, è potente, unico e da vedere, ASSOLUTAMENTE DA VEDERE!
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voto:10/10-perfetto

Dans ma chambre / /2.un tram che si chiama desiderio

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in questi giorni non ho fatto altro che parlare di questo film, straziante e potente come pochi.
titolo originale “a streetcar named desire” è un film basato sulla pièce teatrale di tennessee williams ed è stato girato nel 51 da elia kazan. interpreti principali vivien leigh e marlon brando.

una vivien leigh austera, disturbata, magnifica che ci dà la riconferma di essere una delle attrici di maggior talento che ci siano, affascinante come poche nella sua interpretazione (che le valse l’oscar come miglior attrice protagonista nel 51)
vivien leigh aveva un modo tutto particolare e personale di modulare la voce e di dare enfasi alle battute, questo film infatti è composto da lunghi monologhi che vivien rende memorabili e affascinanti.
stare a sentirla mentre interpreta la fragile, logorroica blanche dubois è estremamente intrigante, una delle migliori esperienze cinematografiche che io abbia mai fatto.
protagonista maschile era marlon brando alla sua prima importante esperienza cinematografica, che qui interpreta l’arrogante maschilista stanley kowalsky.
oggettivamente brando ne dà un’interpretazione davvero perfetta, fa proprio odiare questo personaggio, così crudele, così maschio nell’accezione negativa del termine, ma d’altro canto c’è questo erotismo che traspare dalla sua figura e che ci porta a capire l’attrazione quasi animalesca che prova per lui sua moglie stella, che lo perdona continuamente nonostante lui sia un gran bastardo, detto in termini “brutali”, un uomo che ora anche dalla più insana delle mogli verrebbe lasciato su due piedi senza pensarci due volte.
soggettivamente,appena ho sentito marlon brando parlare sono rimasta come una fessa: orribile voce. può sembrare insensato ai fini del film, ma per me non è così.
penso che in un’interpretazione debba esserci anche il fattore vocale a dare armonia al personaggio, ho fatto prima l’esempio di vivien e della sua voce che affascina e che coinvolge il telespettatore, mentre brando ha una voce alquanto fastidiosa, almeno secondo i miei gusti, per fare un esempio, la famosa scena dove lui urla “stella, hey stella!”penso che disturbi particolarmente l’udito dei telespettatori. guardare e sentire per credere:

ma passiamo alla storia raccontata.
una storia piuttosto forte, ma dal film non si capiscono tutti i particolari che la rendono così cupa.
blanche è arrivata a new orleans, pallida, spaventata, tremante, probabilmente in astinenza da alcool, che beve molto frequentemente-, e cerca un tram che si chiama desiderio che la porti fino ai campi elisi dove vive sua sorella stella col marito polacco stanley kowalsky.

appena arriva blanche rimane sconvolta..da tutto,potrei dire; è sconvolta dalla casa, così ordinaria, sporca, piccola e angusta, è sconvolta dal marito di sua sorella, un bruto, uno “sporco polacco” come lo chiama lei, è sconvolta anche dall’atteggiamento di stella che sembra amare davvero quell’uomo dal comportamento così ributtante e che sembra essere felice in quella casa così bisunta.
blanche davvero non capisce.
blanche che è sempre vissuta nel lusso e che ora ha perso la casa di famiglia, belle reve,si ritrova sopraffatta da eventi che non riesce a controllare, la vita matrimoniale di sua sorella va oltre la sua comprensione, stanley la tratta male e stella aspetta un bambino che la terrà per sempre legata al marito.

blanche non riesce a trovare un suo equilibrio.
nel frattempo incontra mitch , un uomo che vive in quei bassifondi ma che si dimostra diverso da tutti gli uomini bruti che vivono lì , mitch è gentile, generoso e rispettoso soprattutto, con mitch blanche riesce ad aprirsi, gli racconta del suo precedente marito, un ragazzo fragile che non riusciva a mantenersi un lavoro e che amava scrivere poesie- nel film non viene detto che in realtà era omosessuale, ma cercano di farlo capire velatamente- e che blanche non capiva, un giorno gli disse che era una nullità e lui si sparò.
questo fu un colpo durissimo per blanche.

nonostante la sua apertura nei confronti di mitch, la loro storia non funziona perchè stanley non si fida di blanche e delle storieche racconta sulla perdita di belle reve, e indaga su di lei.
scopre che ha perso la casa perchè piena di debiti e dopo averla persa, si rifugia in un albergo dove per vivere si prostituisce, ammalia anche un ragazzino nella scuola dove insegna e viene licenziata, per questo, arriva, senza soldi e traumatizzata da sua sorella.
mitch la lascia considerando il suo comportamento deplorevole, le dice che non è degna di entrare nella casa di sua madre e la lascia.
alla fine tutto precipita quando stanley, la notte in cui nasce suo figlio abusa di lei, con un sadico piacere la violenta, con un sorriso maligno sulle labbra  spezza il labile equilibrio mentale di blanche.
e per lei è finita, viene portata in un ospedale psichiatrico, mentre lei crede di andare in crociera con una sua vecchia fiamma, blanche alla fine perde la ragione e si trasforma in una maschera disillusa della realtà.

questo film è un colpo al cuore, è di una potenza assurda, di una bellezza che non si può raccontare, si può solo ammirare.
blanche stanley

Voto:10/10