ieri sera mia nonna, testardamente, ha deciso di chiamarti, nonostante io avessi un pò di paura a sentire la tua voce, a parlare con te ancora e mi chiedo perchè. era un timore inutile, senza senso che nasceva, forse, dal sentimento profondo che nutro per te, mia dolce anna.
e quando la nonna ti ha detto ”c’è qualcuno qua per te, che vuole parlarti”, e io ho detto “ciao anna…”, quasi sollevata di poter usare la mia voce per poter parlare con te, e tu hai detto il mio nome come se sentirmi ti facesse male, ma un dolore che porta ad una dolce, felice, esasperazione dei sensi. e ti capisco, stella mia, perchè sentirti di nuovo,sentire il tuo respiro entrarmi dentro e le tue parole così confortanti, immensamente intelligenti, era un dolore che risentivo, che nasce dal cuore per sfiorire nelle lascrime innamorate che versavo per te.
oh anna, che sollievo sapere che hai capito come sono; quando hai detto che soprattutto per le persone sensibili è molto più difficile adattarsi ad una situazione nuova dove si è completamente soli, ho respirato ancora più piano, per lasciar posto alle tue parole, alla tua comprensione. sì, hai capito che sono una creatura sensibile e questo mi ha colpito, soprattutto perchè pensavo di averlo celato bene nei momenti in cui eravamo assieme, ma tu vai oltre alle apparenze, tu le capisci le persone, non sei cieca, sei fin troppo sveglia, anna.
e mi manchi.
mi manchi, anna, stella mia-non sai quanto-. vorrei richiamarti subitoper affrontare la vita con te. ma non posso-e allora con queste parole ti dedico il mio amore- sperando di averti con me per sempre- avvertendo la tua presenza, il tuo pensiero mite e acuto. la tua dolcezza-
ti voglio bene-e non lo dico a nessuno. solo a te-