non riesco a quasi a muovermi nella realtà sciropposa, densa, alla melassa della mia testa. le parole si fondono continuamente tra loro creando un unico flusso dove non si distinguono le verità dalle nefandezze. continuo a sorridere alle persone ma dentro continuo ad odiarle come ho sempre fatto, i miei capelli si aggrovigliano tra i loro sguardi che non comprendo, le mie mani si allungano unicamente per ricevere le tue carezze, ma tu sei sparita ormai da troppo tempo, e io ancora non riesco a guarire. mi torturo pensando a te, quale feticismo, quale masochismo mi tiene ancora legata ai tuoi occhi trasparenti, alla voglia che avevo di te. ora ho solo una confusione di volti in testa e questo flusso scombinato di parole che si intersecano con la mia lingua.
l’aria della sera non riesce a rinfrescarmi, non riesce a farmi prendere sonno, non cado in preda alla notte, la mia mente vive di notte e si assopisce di giorno. divento una falena di notte e un fantasma di giorno, sempre pronta a parlare e sorridere agli altri senza volerlo fare davvero.
a volte vorrei essere solo un battito d’ali. vorrei sconvolgere il mondo senza che lui sconvolga me come ogni istante fa.
vorrei essere solo una stella ed essere già morta. vorrei essere una stella per essere onnipresente e guardare tutti dall’altro.
vorrei solo che il mondo mi lasciasse in pace, vorrei solo stare nella mia pelle senza essere graffiata.
l’aria della sera
sauge,la fanciulla smarrita
adesso sauge capisce che cosa si prova a sentirsi persi,smarriti senza più punti di riferimento.
sauge scivola via, lentamente.
quando sei lontana da casa e ti senti persa,ami i tuoi genitori in un modo quasi sofferente, li ami con tutte le tue lacrime e con tutti i tuoi sospiri e sauge non può fare a meno di chiamarli,di invocare la loro protezione, anche se sa che è sbagliato.
ma come può una fragile foglia (la consistenza del coraggio e della fiducia in sè di sauge) sopravvivere da sola senza aggrapparsi a qualcuno?
-con le unghie graffio la corteccia, graffio la tua pelle cercando di aggrapparmi e mi domando da dove nasce la mia disperazione, quella che sento nelle viscere, quella che sale alla gola con un bruciore ormai noto e mi chiedo quanto ancora devo sopportare tutto ciò.
e vorrei che tu mi raccogliessi da terra, consolandomi tra le tue mani dicendomi che va tutto bene, di non avere paura, che ci sei tu con me, che non sarò sola.
e invece tutto si spegne, rendendomi cieca con le lacrime che ancora cadono straziandomi il viso.sono sola.
sono sola di nuovo sola.-
