fino alla noia, parole, fino alla noia.
il modo in cui esterni il tuo dolore, il tuo essere disarmante
curiosa la luce dei tuoi occhi.
Restando qua seduta mi sforzo di essere diversa. E basta.
inutilmente chiudo gli occhi perché le mie pupille restano attaccate alla luce.
e le mie iridi chiare manifestano il disappunto.
hai ragione, non ho più voglia di vedere il mondo ancora e ancora. nel suo essere veloce e inerme.
in fondo, se lo incontro, ne parlo male e ho paura che mi dica che sono ripetitiva
angosciante
e ripetitiva.
un sogno ce l’ho anch’io.
sbarazzarmi di me stessa. Perdere la pelle e smetterla di plasmarmi ad immagine e somiglianza altrui.
e io sono lì dentro, al mio corpo di ghiaccio, e busso cercando di uscire, ma la superficie
non si sfalda, nemmeno il più piccolo ricamo riesco a creare con le unghie
e continuo a rimpicciolire, a scomparire sempre di più.
mi chiedo cosa ci sia poi.
quando resisti agli attacchi e guardi in faccia la gente senza timore.
in fondo non mi importa niente di quello che pensano gli altri.
voglio soltanto che mi giudichino bene.
e ancora una volta sto male.
