a day, someday, everyday

fino alla noia, parole, fino alla noia.
il modo in cui esterni il tuo dolore, il tuo essere disarmante
curiosa la luce dei tuoi occhi.
Restando qua seduta mi sforzo di essere diversa. E basta.
inutilmente chiudo gli occhi perché le mie pupille restano attaccate alla luce.
e le mie iridi chiare manifestano il disappunto.
hai ragione, non ho più voglia di vedere il mondo ancora e ancora. nel suo essere veloce e inerme.
in fondo, se lo incontro, ne parlo male e ho paura che mi dica che sono ripetitiva
angosciante
e ripetitiva.

un sogno ce l’ho anch’io.
sbarazzarmi di me stessa. Perdere la pelle e smetterla di plasmarmi ad immagine e somiglianza altrui.
e io sono lì dentro, al mio corpo di ghiaccio, e busso cercando di uscire, ma la superficie
non si sfalda, nemmeno il più piccolo ricamo riesco a creare con le unghie
e continuo a rimpicciolire, a scomparire sempre di più.
mi chiedo cosa ci sia poi.
quando resisti agli attacchi e guardi in faccia la gente senza timore.
in fondo non mi importa niente di quello che pensano gli altri.
voglio soltanto che mi giudichino bene.

e ancora una volta sto male.

Pubblicato in: on Settembre 17, 2009 at 9:13 pm Lascia un Commento
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.non lo faccio per voi.

non so perchè lo faccio.
continuo a chiosare inventare sdrammatizzare parole quasi autonome che escono fleshate dalla mia testa.
sfuggendo al mio controllo. patetìque.
sdrucciolo autismo di un paroliere che senza saperne il senso sforna parole regali e consumate.

mi piacciono le parole perchè non sono mai nuove, escono dalla bocca di una persona per poi finire smangiucchiate e inghiottite da un’altra.
è un fatto fisico questo.
non mi intimorisce, lo giuro.
la mia digestione è molto lenta. e lo giuro che non lo faccio per voi, lo faccio per me.
perchè come il cibo, le parole sono nutrimento.
.
.
.
essenziale.

Pubblicato in: on Giugno 11, 2009 at 9:26 pm Commenti (2)
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di notte non lascio andare i ricordi

quando, alla sera, vado a dormire sono infelice.
ho nostalgia del giorno passato, sono terrorizzata dal domani, anche se è un domani preciso, dove ho tutto programmato.

non lascio andare i ricordi. e muoio per questo.

per me tutto fa male, anche i ricordi felici, che subito si trasformano in felicità e, ironia della sorte, l’estrema felicità si trasforma in voglia di morire.
sono soggiogata da emozioni intense che non mi permettono di essere apatica neanche quando fingo di esserlo

a volte penso che, all’apice della felicità, il terrore, mescolato alle risa, si trasformerà in pazzia.
e morirò
felice.

meno male…

Pubblicato in: on Luglio 29, 2008 at 8:42 am Lascia un Commento
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