non so perchè lo faccio.
continuo a chiosare inventare sdrammatizzare parole quasi autonome che escono fleshate dalla mia testa.
sfuggendo al mio controllo. patetìque.
sdrucciolo autismo di un paroliere che senza saperne il senso sforna parole regali e consumate.
mi piacciono le parole perchè non sono mai nuove, escono dalla bocca di una persona per poi finire smangiucchiate e inghiottite da un’altra.
è un fatto fisico questo.
non mi intimorisce, lo giuro.
la mia digestione è molto lenta. e lo giuro che non lo faccio per voi, lo faccio per me.
perchè come il cibo, le parole sono nutrimento.
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essenziale.

