ancora un giro, ancora una volta per questa pazza vita.
Mi piace camminare l’alba, vederla nascere con me dopo una notte all’aria aperta, a guardare esterrefatti il buio, con la testa liquida senza vedere una sola luce, ma una scia di luci.
Senza rendermene conto piangevo, piangevo perché ero triste, ero felice, perché ero così felice che volevo morire.
Tutti insieme noi, era un coro di risate che rimbombavano, era un coro di cuori che battevano così intensamente e urlavano le vene e pulsavano i nostri capelli tra le bizze del vento notturno, come se quella fosse stata l’ultima volta.
Era sempre l’ultima volta per noi.
era una serata che sapeva di libertà, la nostra.
l’abbiamo assaggiata a morsi voluttuosi,
siamo diventati noi stessi aria scura,
con la pelle di luna e
gli occhi come le lucciole nell’afa,
un suono di violino incalzante lontano
vicino all’alba,
che sorgeva timida e fresca,
portando i nostri sogni
a riposare accompagnati da un’altra notte.
da altre stelle.
-a skins, e alla sil, che ogni volta che guardo loro penso a te-












