sono ripiombata nell’infanzia e nell’orrore degli anni passati. il mondo esterno oggi,mi spaventa come non mai, il mio sorriso l’ho perso tra le lenzuola ancora calde. stamattina ho fatto i miei errori, e di conseguenza lo sai, mi autopunirò, perchè devo star male.
io stessa devo farmi sentire in colpa. è la mia legge. non so che cosa può impedirmelo.
oggi mi sono svegliata più infelice del solito,sapendo che è il tuo compleanno, sapendo che sono la tua esatta metà, la tua rovina e che siamo lontane. cerco di trovare un senso a questa giornata piovosa, pensando che stai festeggiando con chissachì, pensando a come forse festeggierai.
e allora mi rifugio nel mio letto, che non sa di noi, ma anzi, profuma della mia solitudine, della mia noia e della mia morte.
portami dei fiori quando passi.
forse sarò ancora calda.
forse ti starò ancora aspettando.
-tanto lo sai che ti aspetterò comunque-

