Dans Ma Chambre//7.New York New York

locandina

New York New York, film del 1977 diretto da martin scorsese con liza minnelli e robert de niro.
lo avete visto? se lo avete visto forse mi capirete, se non lo avete visto penserete sicuramente che con queste mie parole offenderò questo tanto declamato film.
eh già, non mi è piaciuto.
2 ore di noia, potrei dire, perchè non c’era una concatenazione degli eventi che potesse sorprendere lo spettatore: fin dall’inizio si capiva che quei due personaggi non potevano avere un gran futuro insieme, era inevitabile e tutta la vicenda scorre anonima.
per carità, se la storia non è buona, il film è salvato dall’impianto estetico.
il montaggio è molto buono ed è questo che tiene svegli aspettando la canzone che non arriva mai, sì, “new york new york” e poi dal lato scenografico e delle musiche io l’ho apprezzato moltissimo.
ma purtroppo non sono le scene o la colonna sonora a fare un film, l’impianto deve essere armonico nel suo insieme.
gli attori sono stati bravi ( sia ringraziata Liza che lei brillava!) ma i caratteri delineati dei protagonisti di certo non facevano amare la storia o seguirla con interesse: lui, Jimmy Doyle mi ha dato fastidio fin dal primo approccio con lei, Francine Evans, e ha continuato a darmi fastidio per tutto il film, senza trovarlo simpatico ( forse volevano proporre la “simpatica canaglia”, ma, ripeto, è stato solo fastidioso). lei, innamorata stupidamente e mollata alla fine si rifà mandando definitivamente a quel paese Jimmy. e lì ho detto: “finalmente!”- anche perchè a quel punto il film è finito-
egregio, stupendo, meraviglioso il numero musicale New York New York, come egregia, stupenda, meravigliosa è stata Liza Minnelli!

Voto: 5 e mezzo/10 (scusate)

OdeToSilentEra

gish

guardai per la prima volta esterrefatta quelle immagini quasi sfocate, color seppia alcune, e vedevo la gente muoversi piano, i gesti densi ma leggiadri, gli attori che quasi spaventati recitavano, così spavaldi gli uomini così sottomesse le donne, così audaci le femme fatales.
e ora, tutto ciò è sparito in una nube di polvere. soffiata via.
ai tempi del cinema muto, i primi passi di quest’arte sembrano quasi commoventi nella loro perfezione, perchè questa è la sola ed unica perfezione che il cinema abbia mai prodotto, che i miei occhi abbiano mai conosciuto.

guardavo le attrici con quel viso pulito, evanescente, come se fossero fantasmi che si materializzavano sulla pellicola, muovendosi circospette, la loro bellezza pura, come se fossero scaturite dal mito divino, con le luci che tenere le colpivano.
guardavo gli attori, che erano così handsome, affascinanti, ma con loro si muoveva un alone erotico ed effeminato, in fondo negli anni venti non c’erano nè donne nè uomini, c’era l’androgino, gli anni venti erano la nouvelle greece. liberi e sfrenati. affamati.erotici, erano la personificazione dell’animalità più sfrenata dell’uomo, mascherata da dei.

chissà com’era per gli attori recitare davanti ad una cinepresa, chissà com’era sentirsi dei pionieri, senza nemmeno esserne consapevoli forse.
chissà com’era comporre un’opera d’arte fatta solo della semplice persona. gesti, eloquenza, sentimenti, emozioni, espressioni e fisicità. senza una parola,la potenza dell’immagine in movimento, la pura essenza erotica, la perfezione degli sguardi. tutta l’attenzione per l’interpretazione.

ogni volta che guardo un film muto lo guardo con tutto lo stupore di quando si ammira un’opera d’arte grandiosa, lo guardo con quella reverenza che si prova di fronte alla perfezione, di fronte ad una persona anziana, che se la ride sotto i baffi perchè ne sa più di noi, pivellini del futuro.

La principessa delle ostriche di ernst lubitsch

broken blossoms con lillian gish

mary pickford and douglas fairbanks (nella foto in alto lillian gish)

douglas_fairbanks_and_mary_pickford_01

Dans Ma Chambre//5.follie d’inverno

swingtime
follie d’inverno o swing time è un film di george stevens (lo stesso regista di un posto al sole con monty e liz) del 1936 con i miei amati fred e ginger.
ultimamente preparando un esame di storia del teatro ho letto che un tempo (realativamente perchè per le date sono un casino -.-) veniva considerato un attore completo chi sapeva recitare, cantare e ballare e con queste tre doti sapesse realizzare uno spettacolo completo che riuscisse a colpire il pubblico. detto questo non voglio affermare che fred e ginger furono dei grandi attori, ma che la loro arte la possedevano e la domavano in modo alquanto superbo.
soprattutto parlo per i detrattori di questi musical che tendono a classificarli come dei film con delle trame deboli che che avevano l’unico scopo di reggere i numeri musicali, e posso essere d’accordo con qualcuno dei loro film, ma la maggiorparte sono godibilissimi e la trama è ben confezionata.
uno di questi film è appunto swing time, dove lucky, un giocatore d’azzardo deve vincere 25 mila dollari per poter sposare la sua fidanzata (dopo che i suoi compari gli avevano fatto disertare il matrimonio) ma ecco che incontra penny, leggiadra insegnante di danza e si innamorano. ma non è facile come sembra, lui è ancora fidanzato e si è portato dietro un compagno idiota che non lo aiuterà con penny e così tra gag divertenti e numeri danzanti da togliere il fiato si arriva alla fine.
comunque questo film è sempre stato trattato molto bene, forse perchè il regista è stevens, molto stimato, o forse perchè si dice che sia, oltre a cappello a cilindro l’unico dei film di fred e ginger che abbia una trama degna di nota, mah, dico io, sta di fatto che è un bel film e sicuramente viene dopo cappello a cilindro come popolarità e come completezza cinematografica.
personalmente questo è il mio preferito dei loro film, lo adoro letteralmente! sono molto affezionata al finale di questo film, dove si fondono le canzoni “the way you look tonight” e “a fine romance” e ginger e fred cantano insieme intrecciando le loro voci, è così romantico! una delle scene migliori è quella del bacio (che si danno dietro ad una porta e of course non si vede) ma le loro facce poi sono impagabili!vedere per credere!
come sono impagabili le canzoni e i numeri danzanti! nel film spunta la bellissima the way you look tonight - -che ha vinto l’oscar come miglior canzone-

e altri numeri fantastici come a fine romance e never gonna dance - che il regista pretese di girare per ben 47 volte nell’arco di una sola giornata:alla fine delle riprese a ginger sanguinavano i piedi! e mi chiedo quante maledizioni abbia mandato al regista, e dico ginger perchè è risaputo che fred era un perfezionista della madonna che lo faceva diventare esasperante XD e poi tra i due, era ginger a portare i tacchi!!!-,piuttosto sarei curiosa di sapere quale dei 47 ciak è stato usato nel film…?_?

bojangles of harlem, virtuosismo del grande fred


e la mia preferita tra tutti i film, pick yourself up, dove finalmente ginger rogers la spunta su astaire se non altro perchè non si può fare a meno di guardare le sue bellissime gambe! XD e inoltre alcune parole di questa canzone sono state citate da barack obama nel suo discorso d’insediamento “We must pick ourselves up, dust ourselves off, and begin again the work of remaking America” infatti le strofe della canzone sono ” Nothing’s impossible, I have found./For when my chin is on the ground,/I pick myself up, dust myself off,/Start all over again.”

e qui il pezzo cantato

Voto: nell’ambito di fred & ginger un 9, altrimenti un 8

dans ma chambre//4.la voltapagine

voltapagine

ho appena finito di vederlo, questo film.
sono ancora sconvolta, per me è stato un colpo al cuore, non che non me lo aspettassi il finale, la trama era stata molto chiara solo che la cattiveria pura proprio non la sopporto.

mèlanie è una bambina quando va a sostenere l’esame per entrare al conservatorio, ma mentre suona viene disturbata da una signora che entra per chiedere l’autografo ad ariane, una famosa conceritsta che presiede la giuria. mèlanie si blocca e non riesce più a continuare il brano in modo chiaro, sbaglia, si sente umiliata dalla disattenzione che hanno avuto per lei e per la sua esecuzione.
esce dalla stanza piangendo.
ma il particolare che mi ha inquietato già dall’inizio è che non ha pianto come fanno tutti i bambini, no: è rimasta di ghiaccio mentre le lacrime le scorrevano lungo le guancie, dentro di lei era già nato l’odio, la rabbia.
arrivata a casa chiude il pianoforte, per sempre.

anni dopo ritroviamo mèlanie che lavora come stagista presso un avvocato. quest’uomo è il marito della concertista, di ariane e in men che non si dica mèlanie finisce a fare da baby-sitter al figlio della coppia e in seguito da voltapagine ad ariane.
ma mèlanie è rimasta quella bambina di ghiaccio, rotta dentro e mai ricomposta, che ha covato la rabbia e la vendetta fino ad ora.
il film è composto da piccoli gesti, da tensione, suspance e poco dialogo. un film basato sullo sguardo e su tutto ciò che da esso traspare.
lo sguardo di mèlanie,che ci trae in inganno. cosa prova quando guarda così intensamente ariane? ammirazione? invidia? amore? odio? rabbia? ecco, sembra che nel suo sguardo si mescoli tutto ciò, mentre ariane, donna insicura che cede alla paura senza riuscire a controllarla si aggrappa alla tranquillità di mèlanie e nei suoi occhi, col tempo,traspare l’amore.
ci sono piccoli momenti di tensione tra le due donne, dove si capisce chiaramente che ariane si innamora, ma non si capisce cosa provi mèlanie, perchè è lei che inizia il gioco della “seduzione”, ma non si capisce se sia innamorata o se lo faccia solo per il sadico piacere di far innamorare ariane.

non racconto il finale.
devo dire che io, con la mia sensibilità l’ho sopportato a fatica, ero in un certo senso preparata al finale- si può immaginare come va a finire- però ve l’ho detto la crudeltà non la reggo e poi qua gioca anche un fattore personale.
l’insicura sono io! ariane sono io! ma come cavolo stareste voi se vi metteste completamente nelle mani di una persona, vi fidaste di lei, ve ne innamoraste anche e poi sta qua vi tratta come merda? inoltre vi fa credere di essere ricambiati? questo è giocare con la fragilità e una persona fragile è senza difese, è senza scudi, senza protezioni. mi dispiace per la bimba a cui è stato distrutto un sogno a causa di una disattenzione non fatta per cattiveria ,sicuramente, ma a me dispiace molto di più per ariane, perchè non se lo meritava.

in fondo le motivazioni della vendetta in questo film non sono molto solide è per questo che non lo accetto completamente.
inoltre la storia “d’amore” ha toccato le corde più dolorose dentro di me e mi ha lasciato una profonda amarezza dentro.
ma d’altro canto non posso fermarmi dal riguardarlo e dal ripensarci. masochismo?

voto:7.5/10

greta…

se le emozioni e la legge di gravità non mi toccano. lei lo fa come nessun altro, come nemmeno io riesco a toccarmi. se penso che ho 480 immagini del suo viso salvate sul picì, che solo la sua voce mi pervade e mi rimbomba nella testa senza creare un’eco, allora è lei quella giusta per me. peccato che lei sia solo formata da fantasie e ricordi nemmeno vissuti. lei è un’immagine sullo schermo, una foto, un suono.
però è come se l’avessi vissuta, come se fosse entrata dentro di me facendomi vivere col suo stato d’animo, non immaginato stavolta, vero, spaventosamente vero. e ho pensato di poterla capire, senza capire me,ho pensato di poterla amare, senza amare me. ho pensato che lei fosse il mio mondo, la mia aspirazione, la mia “spirazione”, perchè nulla può esserci di meno reale che vivere con uno spirito. ma io amo vivere così, con lei, anche se la vita è un’altra cosa. la mia vita è mentale, è tutta lì, con lei.
ma cerco di non morire, per vivere, così come lei ha vissuto, col suo volto sempre davanti agli occhi e la sua voce nei miei timpani. l’amore è così. si sbaglia, si commettono errori, ma è l’amore. forte, anche troppo.

ma nessuno mi tocca come lei.

Pubblicato in: on Ottobre 21, 2008 at 10:25 am Lascia un Commento
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il mondo di rhett

insomma, gli eredi di margaret mitchell hanno incaricato donald mc craig di scrivere la continuazione di via col vento e lui si è dato da fare, pare che abbia viaggiato per charleston e dintorni documentandosi per 6 anni sul modo di vivere dei tipi alla “rhett”, e il libro è stato scritto.

io, da fanatica, feticista di via col vento, capace di vederlo ininterrottamente per l’intero giorno, mi chiedo, ma c’era proprio bisogno?
ok che alla fine del film, con rhett che se ne infischia e se ne va e lascia la “povera” rossella sulle scale di casa, triste e affranta, e lei che chiude il tutto con” ci penseròdomani,in fondo domani è un altro giorno”, tutto ciò lasciava spazio all’immaginazione, lasciava una speranza, la storia sarebbe continuata comunque nelle nostre menti, tra le pagine non scritte, lasciata così incompiuta, sarebbe continuata nell’illusione di quell’ultima frase.

ma che continuasse davvero, proprio non me l’aspettavo. non so se lo leggerò, perchè mi sembra un pò di tradire la memoria del primo via col vento, visto che per me l’unico seguito che avrebbe avuto senso sarebbe stato soltanto quello concepito dalla mente del primo libro, ma ahimè la mitchell è stata investita da un taxi pochi anni dopo aver scritto via col vento e quindi non avrebbe potuto scrivere lei il seguito.

sempre che ce ne fosse bisogno di uno. ecco, secondo me, non serviva. lamagia di via col vento è anche il fatto che non sia effettivamente concluso, che lasci quello spiraglio di speranza e di curiosità, che ti porta a chiederti “e adesso che cosa farà rossella? ritornerà a tara per riprendersi dal fatto che rhett l’ha mollata proprio adesso che aveva capito di amarlo, che melania è morta proprio quando aveva capito di amarla e di non amare più suo marito e potevano essere tutti felici? e invece no, quindi ritorneràa casa sua e poi cercheràdi rinconquistare rhett, si immagina”. ecco tutto qua.
ilfatto di sapere che qualcuno ha fatto proprio quello che noi per anni abbiamo immaginato a me non sembra giusto.

è come tradire la memoria storica delle prime pagine che sono state scritte, di quella gente che nel 36 ha letto illibro, degli attori che hanno girato il film e che non ci sono per girare il sequel ( lo so, motivazione idiota e probabilmente non lo avrebbero nemmeno girato,ma il mio pensiero è andato anche a loro!) e anch’io mi sento un pò tradita, la mia memoria storica, io che ho amato sia il libro che il film, sento che la storia originale è come profanata da un seguito scritto da chissàchi, anche se il pover’uomo si è documentato e probabilmente ci ha messo l’anima, non m’importa.

via col vento doveva rimanere solo e unico.

e diciameocelo, quel finale, quel domani è un’altro giorno era il finale perfetto, era davvero un finale perfetto, inusuale che ha reso quest’opera unica e particolare e soprattutto l’ha fatta entrare nella storia cinematografica e sociale-umana: chi non conosce le famose frasi “francamente me ne infischio” e il ” ci penserò domani, in fondo domani è un’altro giorno“?

1930-2008

è una fusione di date di tempi di anime

vorrei essere ginger rogers

vorrei pettinarle i capelli e danzare come lei e con lei

vorrei inoltrarmi in quegli anni e vivere là, abbandonata in un’altra epoca

innamorata alla fine

vorrei essere un fantasma tornare indietro nel tempo

e spiare i film

meglio dei dietro le quinte e dei making of attuali

conoscere quel tempo

vivere là

nella quintessenza del piacere dei volant del biancoenero

perchè la vita era biancoenera

sfocata pellicola e occhi brillanti e morbidi capelli alla garbo sotto le luci e le sue ciglia lunghe troppo lunghe che mi toccano mentre sono vicino troppo vicino allo schermo per ammirare tale mondo

perchè vorrei essere lì

vorrei essere greta garbo

vorrei essere ginger rogers  

golden years

°o.

oggi mi sono imbelletata.
pelle bianca. plastica.
i miei occhi verdiazzurrigrigi.con le ciglia lunghe ma tanto lunghe.
no, la bocca non è rossa. non sono in the mood of red.
mi sento la pelle di un’altro tempo.

sfregiata antica.
angusta porcellana-diafana luna-e poi? orchidea brillante.
ma va!
sono solo di nuovo nei golden years
-greta garbo-l’amore della mia vita-
e mi sono innamorata di fred e ginger- voglio ballare il tiptap anch’io-
-parlami di all about eve e ti svengo addosso. perchè, honey, se lo sai, sei il mio tipo-
e le vacanze romane- senza essere in vacanza- sono una princess anch’io!!

e tutto scorre amalgamandosi alle immagini.
ora sono in the red lips mood.

-glenn miller in the mood-

°o.