amore: discorso primo

banale sembra l’amore.
rincorsi i gemiti sulla ghiaia
lucean sospiri rarefatti.
un canto cremisi
fa dolce la sera.
amore discorso primo-dudreville
-amore: discorso primo, leonardo dudreville-

Pubblicato in:  on Novembre 14, 2009 at 3:32 pm Lascia un Commento
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flusso di coscienza. la notte

potrei fermarmi e parlare un attimo della notte in cui passeggiando lento privo di decisione ti soffermasti a guardare quella bambina che giocava inseguita da un gatto bianco all’erta non so chi fosse nemmeno tu lo sapevi ma vedevi che quella bambina non veniva dal nostro mondo possono esistere altre realtà dove i bambini rimangono bambini tutta la vita quando questa ti si è avvicinata ti ha guardato intensamente con un espressività tale da farti sobbalzare perchè ti rendesti conto che lei sapeva lei sapeva tutto ciò che tu volevi fosse nascosto con le sue iridi aveva prodotto il distillato dei tuoi pensieri aveva violato la tua anima violentato il tuo buio il tuo sobbalzo creò un onda anomala che investì i giardini sottostanti le foglie si alzarono in un turbinio scomposto la bambina continuava a fissarti cadesti a terra supplicando inginocchiandoti sul fango riempiendoti le mani di melma piangesti sangue il gatto rimase impassibile a guardare la luna la bambina si volse verso il buio canticchiando sommessamente.

Pubblicato in:  on Novembre 11, 2009 at 3:16 pm Commenti (3)
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i couldn’t die tonight..

Pubblicato in:  on Novembre 9, 2009 at 8:28 pm Lascia un Commento
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mad world

All around me are familiar faces
Worn out places, worn out faces
Bright and early for their daily races
Going nowhere, going nowhere
Their tears are filling up their glasses
No expression, no expression
Hide my head I want to drown my sorrow
No tomorrow, no tomorrow
And I find it kind of funny
I find it kind of sad
The dreams in which I’m dying
Are the best I’ve ever had
I find it hard to tell you
I find it hard to take
When people run in circles
It’s a very, very
Mad World
Mad world
Children waiting for the day they feel good
Happy Birthday, Happy Birthday
And I feel the way that every child should
Sit and listen, sit and listen
Went to school and I was very nervous
No one knew me, no one knew me
Hello teacher tell me what’s my lesson
Look right through me, look right through me
And I find it kind of funny
I find it kind of sad
The dreams in which I’m dying
Are the best I’ve ever had
I find it hard to tell you
I find it hard to take
When people run in circles
It’s a very, very
Mad World
Mad World
Enlarging your world
Mad World.
-michael andrews feat. gary jules-

to L. 21 years old. i think he’s an angel now.
that’s a fucking mad world.

Pubblicato in:  on Ottobre 26, 2009 at 4:22 pm Lascia un Commento
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zia mame

9788845923999G

posso soffermarmi, dando il mio parere positivo, sull’ottimismo che traspare dalle pagine di zia mame?
ho letto critiche sul fatto che il libro sia un mucchio di stronzate esagerate scritte sulla falsariga di un personaggio improbabile e fastidioso, e secondo gad lerner e matteo codignola che ha scritto la postfazione del libro è normale che sia così in quanto scritto da un uomo sessualmente ambiguo che aveva la tendenza a comportarsi in modo eccentrico e talvolta a spogliarsi in pubblico, qua riporto un estratto dell’articolo di gad lerner

Di sicuro continuerà a divertirsi Roberto Calasso, fregandosi le mani per il colpaccio. Ha riciclato come “chicca”, mezzo secolo dopo, una raccolta di storielle che furoreggiò negli Stati Uniti negli anni Cinquanta. Descrivendo una zia stramba, ricca e viziata che provvede a modo suo all’educazione del protagonista rimasto orfano. E, ciò facendo, impersona la caricatura del progressismo, spiritosamente demolito dall’autore che sciorina raffiche di luoghi comuni perbenisti sotto forma di caricatura. Enjoy, se vi piace la burla casereccia del buon conservatore che irride le nuove mode culturali e si rassicura definendo ebete l’altrui originalità. Se trovate sempre e comunque grottesca l’avanguardia culturale, e viziosi i suoi seguaci, e insopportabilmente privilegiate le signore che possono permettersi il lusso d’incapricciarsene. Per me la parte migliore di “Zia Mame” resterà la postfazione di Matteo Codignola che ci racconta i tormenti di chi si nascondeva dietro allo pseudonimo di Patrick Dennis, e come gli riuscisse perciò consolante menare per il naso il suo pubblico

carino, vero? e se vi leggete la postfazione inclusa nell’edizione italiana di zia mame resterete ancora più sorpresi. che tristezza, dico io. sembra che si giudichi questo libro dall’inadeguatezza dell’essere umano che lo ha scritto.
a mio parere, senza andare ad inguaiarci con proteste e critiche varie, trovo questo libro una chicca dove riversare i miei moti depressivi per tirarmi su il morale,perchè avere a che fare con una come zia mame che non si perde d’animo in nessuna situazione, che ha la capacità di reinventarsi in continuazione, sempre con una decina d’anni in meno ti fa vedere la vita tutta rosa, tutta possibile.

ora, avendo saputo che nel 1958 è stato prodotto il film (prima ancora lo spettacolo teatrale) con protagonista una fantastica rosalind russel (che per patrick dennis era la scelta perfetta per interpretare mame) farò di tutto per vederlo. il titolo italiano è “la signora mia zia”.
ecco il trailer in inglese

abbiate pazienza

ma si sa che la gente vuole solo compiacere, con un finto sorriso sulle labbra,le altre persone.

Insincerità o voglia, bisogno di accettazione?

io, quei finti sorrisi non li sopporto.
il fatto è che, a volte sembra che li faccia anch’io quando sono del tutto sincera.

come dire ad una ragazza grassa “ma hai un bel viso, però”
e poi suicidati perché non sei magra.

queste, signori, sono stronzate.
abbiate pazienza.

Pubblicato in:  on Settembre 24, 2009 at 3:16 pm Lascia un Commento

gaaaaaaaaaaaaaaaaaatti

ok, sono tutta gasata perchè ho trovato questo sito per caso che è SUPERCUTE! sui mici!
no, non si può neanche commentare da tanto bello che è!
si chiama MICIMIAO.
guardatelo.
umorismo sui gatti.^-^
Gal_1025
picture by RACHAEL HALE

Pubblicato in:  on Settembre 21, 2009 at 6:33 pm Commenti (3)
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a day, someday, everyday

fino alla noia, parole, fino alla noia.
il modo in cui esterni il tuo dolore, il tuo essere disarmante
curiosa la luce dei tuoi occhi.
Restando qua seduta mi sforzo di essere diversa. E basta.
inutilmente chiudo gli occhi perché le mie pupille restano attaccate alla luce.
e le mie iridi chiare manifestano il disappunto.
hai ragione, non ho più voglia di vedere il mondo ancora e ancora. nel suo essere veloce e inerme.
in fondo, se lo incontro, ne parlo male e ho paura che mi dica che sono ripetitiva
angosciante
e ripetitiva.

un sogno ce l’ho anch’io.
sbarazzarmi di me stessa. Perdere la pelle e smetterla di plasmarmi ad immagine e somiglianza altrui.
e io sono lì dentro, al mio corpo di ghiaccio, e busso cercando di uscire, ma la superficie
non si sfalda, nemmeno il più piccolo ricamo riesco a creare con le unghie
e continuo a rimpicciolire, a scomparire sempre di più.
mi chiedo cosa ci sia poi.
quando resisti agli attacchi e guardi in faccia la gente senza timore.
in fondo non mi importa niente di quello che pensano gli altri.
voglio soltanto che mi giudichino bene.

e ancora una volta sto male.

Pubblicato in:  on Settembre 17, 2009 at 9:13 pm Lascia un Commento
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future

non vedo prospettive.solo un lucido buio riflettente che mi fa tremare i sensi. e ho paura.

Pubblicato in:  on Luglio 30, 2009 at 11:05 am Commenti (1)

filastrocca dell’assassino

la schiuma,
la bruma.
un coltello,
il macello.
annegato,
ammazzato.
nato e
sfiorato.
un bacio
come un laccio.
un suono
come un tuono.
ora muore
l’uomo buono.

Pubblicato in:  on Luglio 8, 2009 at 2:44 pm Commenti (3)