frEEdom

l’altro ieri, come ogni mercoledì ho preso vanity fair e leggendolo inciampo nell’intervista di albano e mi raggelo di fronte alle seguenti domande:
al festival povia presenterà un brano-luca era gay-che ha già scatenato polemiche per il tema dell’omosessualità vissuta come qualcosa da cui guarire: se uno dei suoi figli fosse stato gay, lei come si sarebbe comportato?
risposta: “come padre, mi avrebbe sicuramente dato fastidio avere un figlio, o una figlia, che non appartiene al suo sesso (??????? e questi sono miei). però bisogna fare i conti con la natura, e la natura, a volte, gioca strani scherzi. quindi, se uno,o una si interroga a fondo, e ha voglia di guarire da questa “imperfezione”, fa bene (!!!!). se non ha voglia, o non può, perchè la natura lo ha costruito così, che cosa puoi dire? ma grazie a dio, non ho mai avuto questi problemi. e mi dispiace tanto per chi li ha.
Siamo in spagna, il paese dove i gay possono sposarsi:che ne pensa?
risp: “il mondo è cambiato. a noi “normali” certe cose possono sembrare strane, ma a quelli che le vivono, ovviamente, no. sono cattolico praticante e agli omosessuali dico questo: non sono per i ghetti, ma non fate tutto questo cancan, vivete le vostre vite in privato. non mi vanno giù i gay pride, quelli che sfilano mascherati…a uno vaccinato come me possono far ridere, purtroppo, ma se li vedesse mia figlia piccola mi darebbe fastidio. mi sembra l’esposizione di sodoma e gomorra”

e poi sono questi i genitori, quelli che ripudiano i figli.
ho parlato con una ragazzina lesbica di quindici anni e mi raccontava che aveva avuto una ragazza di tredici anni, mi parlava dell’amore in modo del tutto innocente (alla faccia di chi pensa che le lesbiche siano promiscue), me ne parlava con la speranza che le bagnava gli occhi, ancora così ingenui. mi faceva tenerezza, perchè mi ricordava me alla sua età, convinta di sapere già tutto del mondo e di parlarne da esperta, e lei era così piccola, così innamorata, così preoccupata che la madre, esageratamente cattolica l’ammazzasse per quello che è.
le ho detto che se è davvero una brava madre, le vorrà bene comunque, sempre e comunque. penso che sia quasi un dovere per i genitori.
ma lei mi ha detto “mia mamma pensa che i gay siano malati” e mi è venuto da piangere. per sua mamma.e anche per albano.
e mi chiedo da dove nasca la libertà, dove sia la libertà in questo momento.
è quella che ho visto negli occhi e sentito nella voce di quella ragazza?o è nascosta nelle braccia di quella madre?
o semplicemente vive in quell’amore così innocente, raccontato con voce da bambina?
mio dio, non lo so. come potrei saperlo?
posso solo sperarlo, dal basso della mia condizione di essere umano.
e consigliare ad albano di vaccinarsi più spesso.
amore

letMeBreatheBeforeChristmas

lasciami respirare che è da un pò che non lo faccio tranquilamente.
ho chiuso i miei desideri in un cassetto, ricoperti da mutandine e reggiseni.
quelli che non hai mai visto e che avrei voluto che tu vedessi fin troppe volte.
mi è rimasto solo il tuo profumo, il tuo sorriso, la forma del tuo corpo e il rumore dei tacchi che preannuciava il tuo arrivo.
vorrei rivedere il tuo sorriso, quello che era per me ed era anche per gli altri, uguale, plastico, finto.
come facevi a trasmettere dolcezza con quella bocca?
te l’avrei data io con le mie labbra.
e non mi importa di niente finalmente.
anche se hai un marito, anche se sei madre. in fondo, nemmeno a te importava.
cosa dicevi?
“la passione è incontrollabile, ti porta a fare degli errori, ma saranno i più belli della tua vita”
sono contenta di essere un errore.

ma nei miei desideri si accumulano solo errori.
errori di compitazione, errori di pensiero, crasi mal ragionate e discorsi troppo pungenti.
mi rendo conto che i rapporti che coltivo hanno tutti un margine di errore, che sia la passione, il desiderio, la bugia o l’imbarazzo, io alla fine fuggo da tutto ciò e ritorno da te, in quei desideri potenti, che mi feriscono.
e il mio mondo onirico combacia col vuoto sottocitato.

posso chiudere gli occhi ora, tu aspetta qua, voglio solo respirare un attimo.
se vuoi cercami.
scava tra i veli lievi del vuoto e troverai le mie braccia pronte a prenderti e tutta me stessa pronta a donarsi a te.
ma quante volte hai provato una simile devozione?

-mi manchi, mi mancate ma lo so che io non sono nemmeno un ricordo, è per questo che non respiro..-

heartofglass

dans ma chambre//4.la voltapagine

voltapagine

ho appena finito di vederlo, questo film.
sono ancora sconvolta, per me è stato un colpo al cuore, non che non me lo aspettassi il finale, la trama era stata molto chiara solo che la cattiveria pura proprio non la sopporto.

mèlanie è una bambina quando va a sostenere l’esame per entrare al conservatorio, ma mentre suona viene disturbata da una signora che entra per chiedere l’autografo ad ariane, una famosa conceritsta che presiede la giuria. mèlanie si blocca e non riesce più a continuare il brano in modo chiaro, sbaglia, si sente umiliata dalla disattenzione che hanno avuto per lei e per la sua esecuzione.
esce dalla stanza piangendo.
ma il particolare che mi ha inquietato già dall’inizio è che non ha pianto come fanno tutti i bambini, no: è rimasta di ghiaccio mentre le lacrime le scorrevano lungo le guancie, dentro di lei era già nato l’odio, la rabbia.
arrivata a casa chiude il pianoforte, per sempre.

anni dopo ritroviamo mèlanie che lavora come stagista presso un avvocato. quest’uomo è il marito della concertista, di ariane e in men che non si dica mèlanie finisce a fare da baby-sitter al figlio della coppia e in seguito da voltapagine ad ariane.
ma mèlanie è rimasta quella bambina di ghiaccio, rotta dentro e mai ricomposta, che ha covato la rabbia e la vendetta fino ad ora.
il film è composto da piccoli gesti, da tensione, suspance e poco dialogo. un film basato sullo sguardo e su tutto ciò che da esso traspare.
lo sguardo di mèlanie,che ci trae in inganno. cosa prova quando guarda così intensamente ariane? ammirazione? invidia? amore? odio? rabbia? ecco, sembra che nel suo sguardo si mescoli tutto ciò, mentre ariane, donna insicura che cede alla paura senza riuscire a controllarla si aggrappa alla tranquillità di mèlanie e nei suoi occhi, col tempo,traspare l’amore.
ci sono piccoli momenti di tensione tra le due donne, dove si capisce chiaramente che ariane si innamora, ma non si capisce cosa provi mèlanie, perchè è lei che inizia il gioco della “seduzione”, ma non si capisce se sia innamorata o se lo faccia solo per il sadico piacere di far innamorare ariane.

non racconto il finale.
devo dire che io, con la mia sensibilità l’ho sopportato a fatica, ero in un certo senso preparata al finale- si può immaginare come va a finire- però ve l’ho detto la crudeltà non la reggo e poi qua gioca anche un fattore personale.
l’insicura sono io! ariane sono io! ma come cavolo stareste voi se vi metteste completamente nelle mani di una persona, vi fidaste di lei, ve ne innamoraste anche e poi sta qua vi tratta come merda? inoltre vi fa credere di essere ricambiati? questo è giocare con la fragilità e una persona fragile è senza difese, è senza scudi, senza protezioni. mi dispiace per la bimba a cui è stato distrutto un sogno a causa di una disattenzione non fatta per cattiveria ,sicuramente, ma a me dispiace molto di più per ariane, perchè non se lo meritava.

in fondo le motivazioni della vendetta in questo film non sono molto solide è per questo che non lo accetto completamente.
inoltre la storia “d’amore” ha toccato le corde più dolorose dentro di me e mi ha lasciato una profonda amarezza dentro.
ma d’altro canto non posso fermarmi dal riguardarlo e dal ripensarci. masochismo?

voto:7.5/10

L’un soleil et l’autre lune

se non c’era nessuno

a rendermi umana,

erano i tuoi sguardi,

a rendermi persona.

 

 

 -l’incendie c’est l’un sans l’autre-

 

 

(ci siamo date un nome

abbiamo colto la vita

poggiandola tra le nostre mani

abbiamo distillato il dolore

in lacrime

siamo diventate forza

ci siamo trasformate in sentimento)

 

12 novembre

sono ripiombata nell’infanzia e nell’orrore degli anni passati. il mondo esterno oggi,mi spaventa come non mai, il mio sorriso l’ho perso tra le lenzuola ancora calde. stamattina ho fatto i miei errori, e di conseguenza lo sai,  mi autopunirò, perchè devo star male.
io stessa devo farmi sentire in colpa. è la mia legge. non so che cosa può impedirmelo.
oggi mi sono svegliata più infelice del solito,sapendo che è il tuo compleanno, sapendo che sono la tua esatta metà, la tua rovina e che siamo lontane. cerco di trovare un senso a questa giornata piovosa, pensando che stai festeggiando con chissachì, pensando a come forse festeggierai.
e allora mi rifugio nel mio letto, che non sa di noi, ma anzi, profuma della mia solitudine, della mia noia e della mia morte.
portami dei fiori quando passi.
forse sarò ancora calda.
forse ti starò ancora aspettando.

-tanto lo sai che ti aspetterò comunque-

Perché è la perdita la misura dell’amore?

scritto sul corpo c’è un codice segreto.
scritto sul corpo

sono tremendamente infelice oggi.
è strano come si riesca ad immedesimarsi così tanto in unlibro:
anch’io ho amato louise, ho accarezzato i suoi capelli rossi, ho goduto del suo ottimismo.
una lancia si è spezzata dentro di me quando ho saputo che aveva il cancro.
ho deciso che sarei morta anch’io con lei.
quali sacrifci comporta l’amore?
ma non è un sacrificio il mio, essere innamorati e decidere sotto l’influsso dell’amore non è sacrificio, semmai è pazzia.
come l’amore offusca il tuo comportamento, le tue idee sono di conseguenza prive di nitidezza; ma il tuo corpo irradia calore, finalmente sorrido!
non ti senti più in alto degli altri? non ti sembra di possedere tutta la conoscenza del mondo?
e anche la sola idea di morire ti sembra banale, in rapporto alla mostruosità della morte. dove non c’è una via d’uscita, dove ti ferisci, dove gemi di dolore, pensi che tutto ciò sia giustificato dall’amore.
perchè io il dolore non lo sento quando ti guardo, quando ti tocco, quando ti accarezzo.
e allora si, morirò per te, morirò perchè ti amo. irroneamente, impulsivamente, irragionevolmente. ma con tutto il mio cuore, senza ragione, ma con tutto il mio cuore.

“Scritto sul corpo c’è un codice segreto, visibile solo in certe condizioni di luce; quello che si è accumulato nel corso della vita si ritrova lì. In certe parti il palinsesto è inciso con forza tale che le lettere si possono sentire al tatto, come fosse stato scritto in braille. Preferisco tenere il mio corpo ripiegato, al riparo da occhi indiscreti. Mai aprirsi troppo, svelare tutta la storia. Non sapevo che Louise avesse mani capaci di leggere. Mi aveva tradotto nel suo libro personale.”
-Jeanette Winterson-

perchè è la perdita la misura dell’amore?
a dire la verità ho perso qualcosa senza averlo mai avuto

anna

ieri sera mia nonna, testardamente, ha deciso di chiamarti, nonostante io avessi un pò di paura a sentire la tua voce, a parlare con te  ancora e mi chiedo perchè. era un timore inutile, senza senso che nasceva, forse, dal sentimento profondo che nutro per te, mia dolce anna.

e quando la nonna ti ha detto ”c’è qualcuno qua per te, che vuole parlarti”, e io ho detto “ciao anna…”, quasi sollevata di poter usare la mia voce per poter parlare con te, e tu hai detto il mio nome come se sentirmi ti facesse male, ma un dolore che porta ad una dolce, felice, esasperazione dei sensi. e ti capisco, stella mia, perchè sentirti di nuovo,sentire il tuo respiro entrarmi dentro e le tue parole così confortanti, immensamente intelligenti, era un dolore che risentivo, che nasce dal cuore per sfiorire nelle lascrime innamorate che versavo per te.

oh anna, che sollievo sapere che hai capito come sono; quando hai detto che soprattutto per le persone sensibili è molto più difficile adattarsi ad una situazione nuova dove si è completamente soli, ho respirato ancora più piano, per lasciar posto alle tue parole, alla tua comprensione. sì, hai capito che sono una creatura sensibile e questo mi ha colpito, soprattutto perchè pensavo di averlo celato bene nei momenti in cui eravamo assieme, ma tu vai oltre alle apparenze, tu le capisci le persone, non sei cieca, sei fin troppo sveglia, anna.

e mi manchi.

mi manchi, anna, stella mia-non sai quanto-. vorrei richiamarti subitoper affrontare la vita con te. ma non posso-e allora con queste parole ti dedico il mio amore- sperando di averti con me per sempre- avvertendo la tua presenza, il tuo pensiero mite e acuto. la tua dolcezza-

ti voglio bene-e non lo dico a nessuno. solo a te-

Pubblicato in:  on Ottobre 26, 2008 at 10:04 pm Lascia un Commento
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greta…

se le emozioni e la legge di gravità non mi toccano. lei lo fa come nessun altro, come nemmeno io riesco a toccarmi. se penso che ho 480 immagini del suo viso salvate sul picì, che solo la sua voce mi pervade e mi rimbomba nella testa senza creare un’eco, allora è lei quella giusta per me. peccato che lei sia solo formata da fantasie e ricordi nemmeno vissuti. lei è un’immagine sullo schermo, una foto, un suono.
però è come se l’avessi vissuta, come se fosse entrata dentro di me facendomi vivere col suo stato d’animo, non immaginato stavolta, vero, spaventosamente vero. e ho pensato di poterla capire, senza capire me,ho pensato di poterla amare, senza amare me. ho pensato che lei fosse il mio mondo, la mia aspirazione, la mia “spirazione”, perchè nulla può esserci di meno reale che vivere con uno spirito. ma io amo vivere così, con lei, anche se la vita è un’altra cosa. la mia vita è mentale, è tutta lì, con lei.
ma cerco di non morire, per vivere, così come lei ha vissuto, col suo volto sempre davanti agli occhi e la sua voce nei miei timpani. l’amore è così. si sbaglia, si commettono errori, ma è l’amore. forte, anche troppo.

ma nessuno mi tocca come lei.

Pubblicato in:  on Ottobre 21, 2008 at 10:25 am Lascia un Commento
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nostalgia

*
quell’amore  che gentile

m’ha pugnalato il cuore

che ora brilla

di mille lacrime

assorto,pensiero

vicino a te, lo senti?

respira piano vicino al tuo collo

 

aspira il tuo odore

muore ai tuoi piedi

*

to anna, con amore

Pubblicato in:  on Ottobre 16, 2008 at 1:12 pm Lascia un Commento
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i need someone…

ho bisogno di qualcuno che sappia leggermi. deve leggermi davvero.

capire i discorsi al telefono e con gli spiriti.

deve capire che per me la scrittura non ha struttura, è un fluido che scivola tra le mie dita. e che deve esserci poesia altrimenti muore. la poesia è l’acqua che mi tiene in vita.

è l’arabesco che mi abbellisce. i miei occhi grigi sulla carta. la mia anima è la carta.

lo capirai, vero? mi amerai come la mia poesia?

 

 

 

il mio sesto senso è questo, niente di più niente di meno, senza non vivrei.

Pubblicato in:  on Ottobre 15, 2008 at 8:48 pm Commenti (2)
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