.non lo faccio per voi.

non so perchè lo faccio.
continuo a chiosare inventare sdrammatizzare parole quasi autonome che escono fleshate dalla mia testa.
sfuggendo al mio controllo. patetìque.
sdrucciolo autismo di un paroliere che senza saperne il senso sforna parole regali e consumate.

mi piacciono le parole perchè non sono mai nuove, escono dalla bocca di una persona per poi finire smangiucchiate e inghiottite da un’altra.
è un fatto fisico questo.
non mi intimorisce, lo giuro.
la mia digestione è molto lenta. e lo giuro che non lo faccio per voi, lo faccio per me.
perchè come il cibo, le parole sono nutrimento.
.
.
.
essenziale.

Pubblicato in: on Giugno 11, 2009 at 9:26 pm Commenti (2)
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.la DolcE MortE.

DOROTHY PARKER
« Razors pain you; Rivers are damp;
Acids stain you; And drugs cause cramp.
Guns aren’t lawful; Nooses give;
Gas smells awful; You might as well live »

« I rasoi fanno male; i fiumi sono freddi;
l’acido macchia; i farmaci danno i crampi.
Le pistole sono illegali; i cappi cedono;
il gas fa schifo. Tanto vale vivere… »
(Dorothy Parker, Résumé)

libero pensiero….

….

ASSENZA
assenzio
LIQUORE
spirito
FANTASMA
gelo
SOFFIO
vento
ANIMA
violino
SUONO
musica
PASSO
tip
TAP
pausa
FINE PRIMO ATTO

Pubblicato in: on Aprile 27, 2009 at 4:51 pm Lascia un Commento
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La NottE – SkinS – And ThE Dawn ThEn

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ancora un giro, ancora una volta per questa pazza vita.
Mi piace camminare l’alba, vederla nascere con me dopo una notte all’aria aperta, a guardare esterrefatti il buio, con la testa liquida senza vedere una sola luce, ma una scia di luci.
Senza rendermene conto piangevo, piangevo perché ero triste, ero felice, perché ero così felice che volevo morire.
Tutti insieme noi, era un coro di risate che rimbombavano, era un coro di cuori che battevano così intensamente e urlavano le vene e pulsavano i nostri capelli tra le bizze del vento notturno, come se quella fosse stata l’ultima volta.

Era sempre l’ultima volta per noi.

era una serata che sapeva di libertà, la nostra.
l’abbiamo assaggiata a morsi voluttuosi,
siamo diventati noi stessi aria scura,
con la pelle di luna e
gli occhi come le lucciole nell’afa,

un suono di violino incalzante lontano
vicino all’alba,
che sorgeva timida e fresca,
portando i nostri sogni
a riposare accompagnati da un’altra notte.

da altre stelle.

-a skins, e alla sil, che ogni volta che guardo loro penso a te-

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l’OttimistA

“And somewhere lies the answer
To all the questions why
What really makes the difference
Between all dead and living things, the will to stay alive”
-abba, “move on”-

- “e da qualche parte giacciono le risposte
a tutte le domande,
quello che fa davvero la differenza tra tutte le cose morte e vive,
è la voglia di essere vivi”-

the will to stay alive…non sempre ce l’ho e mi sento un’ingrata a pensarlo, ma in questi giorni lo penso spesso. non è da me dire “com’è bella la vita!”, no proprio no;
ma poi, ci sono quei periodi che io chiamo, di “rinascita”, quando, come una fenice risorgo dalle mie vecchie spoglie, cambio pelle come i serpenti e può accadere che per qualche giorno io sia di un umore ottimo – il che non è proprio da me, nono- ,mi sento laboriosa come un nanetto di biancaneve, e non vedo l’ora che sia mattina perchè ricominci una nuova giornata!
ed è una sensazione così bella! poi come se l’incantesimo finisse, ritorna la me stessa depressa, intrattabile e di cattivo umore e, la peggior cosa, ritorno ad essere poco produttiva, la fiducia che ho in me in questo momento la perdo per strada, e la conseguenza è che non studio più e la mia vita va a scatafascio letteralmente.
il punto è questo, la felicità mi sembra sempre più passeggera, ma che razza di tipo è quello che si alza ogni santa mattina tutto “trallallero-trallallà” e ha così tanta vita per 5 persone? a me sembrano mostri! oltre al fatto che persone del genere le vedo ormai solo nei film con katharine hepburn (ecco appunto, un pò matti si deve essere).
però quando c’è, l’ottimismo è sicuramente il benvenuto!
ed è per questo motivo che stamattina, tutta euforica – alle 7 e mezza…- ho adornato il blog con le due frasi/inno alla vita qua a fianco, che tradotte vengono così più o meno:

“ma come posso spiegarla,
la meraviglia del momento,
di essere vivo, di sentire il sole
che segue ogni pioggia”
-sempre una strofa di “move on” degli abba-

e poi c’è una strofa di pick yourself up:
“ti ricordi, il famoso uomo che doveva cadere per poi rialzarsi di nuovo?
quindi fai un respiro profondo, tirati su, togliti la polvere di dosso e ricomincia tutto di nuovo!”

e io faccio così, puntualmente cado per poi rialzarmi più forte e ricominciare tutto da capo-anche se a dire tutta la verità questo accade per una settimana circa dopo tre mesi di depressione, ma almeno accade! e io non dispero, ho imparato che mollare è sbagliato (e non accenno com’è stato quando ho mollato)-
so, viva la vida, a questo punto!

happiness

OdeToSilentEra

gish

guardai per la prima volta esterrefatta quelle immagini quasi sfocate, color seppia alcune, e vedevo la gente muoversi piano, i gesti densi ma leggiadri, gli attori che quasi spaventati recitavano, così spavaldi gli uomini così sottomesse le donne, così audaci le femme fatales.
e ora, tutto ciò è sparito in una nube di polvere. soffiata via.
ai tempi del cinema muto, i primi passi di quest’arte sembrano quasi commoventi nella loro perfezione, perchè questa è la sola ed unica perfezione che il cinema abbia mai prodotto, che i miei occhi abbiano mai conosciuto.

guardavo le attrici con quel viso pulito, evanescente, come se fossero fantasmi che si materializzavano sulla pellicola, muovendosi circospette, la loro bellezza pura, come se fossero scaturite dal mito divino, con le luci che tenere le colpivano.
guardavo gli attori, che erano così handsome, affascinanti, ma con loro si muoveva un alone erotico ed effeminato, in fondo negli anni venti non c’erano nè donne nè uomini, c’era l’androgino, gli anni venti erano la nouvelle greece. liberi e sfrenati. affamati.erotici, erano la personificazione dell’animalità più sfrenata dell’uomo, mascherata da dei.

chissà com’era per gli attori recitare davanti ad una cinepresa, chissà com’era sentirsi dei pionieri, senza nemmeno esserne consapevoli forse.
chissà com’era comporre un’opera d’arte fatta solo della semplice persona. gesti, eloquenza, sentimenti, emozioni, espressioni e fisicità. senza una parola,la potenza dell’immagine in movimento, la pura essenza erotica, la perfezione degli sguardi. tutta l’attenzione per l’interpretazione.

ogni volta che guardo un film muto lo guardo con tutto lo stupore di quando si ammira un’opera d’arte grandiosa, lo guardo con quella reverenza che si prova di fronte alla perfezione, di fronte ad una persona anziana, che se la ride sotto i baffi perchè ne sa più di noi, pivellini del futuro.

La principessa delle ostriche di ernst lubitsch

broken blossoms con lillian gish

mary pickford and douglas fairbanks (nella foto in alto lillian gish)

douglas_fairbanks_and_mary_pickford_01

letMeBreatheBeforeChristmas

lasciami respirare che è da un pò che non lo faccio tranquilamente.
ho chiuso i miei desideri in un cassetto, ricoperti da mutandine e reggiseni.
quelli che non hai mai visto e che avrei voluto che tu vedessi fin troppe volte.
mi è rimasto solo il tuo profumo, il tuo sorriso, la forma del tuo corpo e il rumore dei tacchi che preannuciava il tuo arrivo.
vorrei rivedere il tuo sorriso, quello che era per me ed era anche per gli altri, uguale, plastico, finto.
come facevi a trasmettere dolcezza con quella bocca?
te l’avrei data io con le mie labbra.
e non mi importa di niente finalmente.
anche se hai un marito, anche se sei madre. in fondo, nemmeno a te importava.
cosa dicevi?
“la passione è incontrollabile, ti porta a fare degli errori, ma saranno i più belli della tua vita”
sono contenta di essere un errore.

ma nei miei desideri si accumulano solo errori.
errori di compitazione, errori di pensiero, crasi mal ragionate e discorsi troppo pungenti.
mi rendo conto che i rapporti che coltivo hanno tutti un margine di errore, che sia la passione, il desiderio, la bugia o l’imbarazzo, io alla fine fuggo da tutto ciò e ritorno da te, in quei desideri potenti, che mi feriscono.
e il mio mondo onirico combacia col vuoto sottocitato.

posso chiudere gli occhi ora, tu aspetta qua, voglio solo respirare un attimo.
se vuoi cercami.
scava tra i veli lievi del vuoto e troverai le mie braccia pronte a prenderti e tutta me stessa pronta a donarsi a te.
ma quante volte hai provato una simile devozione?

-mi manchi, mi mancate ma lo so che io non sono nemmeno un ricordo, è per questo che non respiro..-

heartofglass

l’ho vista, l’ho vista, l’ho vista!

-giornata inusuale a bologna-

1. a bologna se cammini piano ti odiano. è diventata abitudine , da parte mia, dopo circa 2 mesi che sto qua, cavalcare la strada al ritmo di una lamborghini e devo dire che è piuttosto eccitante.

2.a bologna oggi sono arrivate mia mamma e mia zia, dal friuli, dalla campagna del friuli, e andavano pianissimo. non vi dico il mio nervosismo quando le esortavo a “talpinare! talpinare!”.

3. tutte le città sono estremamente eccitanti a natale, e danno il meglio di sè nel tardo pomeriggio quando le lucine natalizie sono accese, quando entri in profumeria e la tua testa è talmente presa dalle fragranze, dal caldo che c’è in negozio e dalla frenesia che pensi che la città sia sotto un magico sortilegio di rincoglionimento della gente.

4. dopo un intenso pomeriggio di scarpinata e shopping sono ritornata a casa rincoglionita.

5. sono ancora più rincoglionita perchè oggi la mia eccitazione da città natalizia è salita ad un livello massimo quando ero alla stazione dei treni e mi vedo sbucare una telecamera e davanti a questa ingrid betancourt, con un bouquet di rose tra le mani e la faccia angelicata.
era a mezzo metro da me e mi sono sentita parte di qualcosa di importante.

6. ora che mi sono svuotata da queste notizie superficiali devo dire che mi sento meno rincoglionita.

7. comunque domani si ricomincia. senza ingrid, però.

bologna_torre

Pubblicato in: on Dicembre 16, 2008 at 7:01 pm Commenti (7)
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