carlos ruiz zafon.
uno che non ha paura di usare nè la penna nè la fantasia.
ma più che fantasia si tratta di un talento maledettamente accattivante.
e come non poteva raggiungere il successo con dei temi così? riportando in auge quel gotico, quella figura di artista maledetto e quella paura insita in tutti noi dell’”uomo nero”, di diavoli con annessi e connessi, maledizioni e macabre storie familiari svolte in altrettanto macabre dimore?
devo dire che se mi facesse un libro per ogni giorno non farei altro che morirci dentro.
fascino ulteriore me lo ha trasmesso l’idea romantica secondo la quale in ogni libro c’è l’anima di chi lo ha scritto e di chi lo ha posseduto che simboleggia un’ unione intima nella letteratura accentuata da un vero e proprio amore grazie anche al cimitero dei libri dimenticati, che fa ricordare che nessun libro verrà mai scordato, per quanto brutto, bello, corto o lungo che sia, ci sarà sempre posto per le parole.
e io lo vedo anche come un monito incoraggiante per tutti quegli scrittori che fanno fiasco, che non vengono capiti, che non vendono: aspettate aspettate che prima o poi qualcuno si accorgerà di voi, che sia un bambino o un umano poco umano, tanto vale pensare che il libro che hai scritto magari verrà amorevolmente custodito fino ad una tacita scoperta.
d’accordo, quando anch’io finirò in un angolo buio della libreria e probabilmente aspetterò di morire per essere riconosciuta, ci sarà ad accompagnarmi il fievole incoraggiamento di quel maledetto zafon ( in senso buono of course)! grazie!
e intanto è uscito il nuovo romanzo, marina ( scritto in verità prima dei due già famosi “l’ombra del vento” e “il gioco dell’angelo”)


2 Commenti
Giugno 2, 2009 alle 10:02 pm
Non l’ho mai letto.Dici che è una colpa da lavare col sangue?;)
Da bibliofila a bibliofila
Giugno 7, 2009 alle 9:51 am
da bibliofila a bibliofila molto probabilmente si xD