Maggio 5, 2009...4:53 pm

.it’s just a day

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flower
vivere e non farlo staticamente. persi in una quotidianità vuota e insulsa, senza pensieri, o sogni. lavoro, casa, cibo, tv (grande fratello se possibile) e ricominciare il giorno dopo. no. mi dispiace così non si vive. e poi guardi proprio quelle persone e pensi ” però, loro a differenza mia non hanno tutti questi pensieri catastrofici, sembrano così felici e spensierati”, spensierati appunto. senza pensieri, automi della quotidianità.
e io me ne faccio un baffo, io sogno, mi faccio del male, sono triste, anche in pochi minuti il mio universo può cambiare perchè la staticità non l’ho mai sopportata.
io che pianifico di fumarmi la vaniglia e la cioccolata, che trovo meraviglioso fare le bolle di sapone, guardarle stagliarsi contro il sole, a me che non interessa se chi guida va veloce, mi piace la velocità. penso che ogni minuto possa essere una svolta.
voglio diventare qualcuno, essere eccentrica senza controllarmi, senza nascondermi nel guscio.
vorrei poter essere libera. libera sul serio.

2 Commenti

  • Gli automi della quotidianità sono contenti perché superficiali: non pensano, non si soffermano a riflettere, non leggono dentro se stessi e quindi non comprendono i propri reali desideri, le proprie pulsioni e l’inautenticità che spesso li divora.

    Noi siamo destinati a soffrire perché invece riflettiamo e ci poniamo domande, perché ci chiediamo tanti “perché”. Ma viviamo più intensamente.

    • stra quoto romina.
      è che loro sembrano così pacifici e soddisfatti, i guardi e hanno l faccia beata e pensano che i “loro” problemi (cosa mi metto sabato sera) siano di quelli che rivoltano la vita.
      anche volendo non riuscirei mai ad essere così.


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