potrei fermarmi e parlare un attimo della notte in cui passeggiando lento privo di decisione ti soffermasti a guardare quella bambina che giocava inseguita da un gatto bianco all’erta non so chi fosse nemmeno tu lo sapevi ma vedevi che quella bambina non veniva dal nostro mondo possono esistere altre realtà dove i bambini rimangono bambini tutta la vita quando questa ti si è avvicinata ti ha guardato intensamente con un espressività tale da farti sobbalzare perchè ti rendesti conto che lei sapeva lei sapeva tutto ciò che tu volevi fosse nascosto con le sue iridi aveva prodotto il distillato dei tuoi pensieri aveva violato la tua anima violentato il tuo buio il tuo sobbalzo creò un onda anomala che investì i giardini sottostanti le foglie si alzarono in un turbinio scomposto la bambina continuava a fissarti cadesti a terra supplicando inginocchiandoti sul fango riempiendoti le mani di melma piangesti sangue il gatto rimase impassibile a guardare la luna la bambina si volse verso il buio canticchiando sommessamente.
Novembre 3, 2009
Dans ma chambre //10. Victor Victoria
premettendo che amo alla follia julie andrews e il suo fantastico accento inglese, vi parlo di questo bellissimo film dell’82, rifacimento di “viktor und viktoria” del 1933 diretto da Reinhold Schünzel.
un rifacimento chiassoso e colorato di blake edwards (marito della andrews tra l’altro) e assolutamente affascinante sotto ogni aspetto.
menzione speciale alle musiche e alle canzoni, scritte da henry mancini e interpretate perfettamente, inutile dirlo, dalla andrews.
il film è ambientato nella “gay paris” degli anni trenta e parla di victoria grant, soprano senza lavoro che una sera in circostanze a dir poco assurde fa amicizia con toddie, un performer che vede in lei le potenzialità per diventare una star, e per guadagnare tanti quattrini.

queste potenzialità sono date dall’abbassamento di voce che victoria subisce quando s’arrabbia: toddie pensa che sarebbe perfetta vestita da uomo, mentre impersona un trans sul palcoscenico e impressiona tutti con la sua strabiliante estensione vocale( numerosi saranno i bicchieri rotti durante il film)
così victoria diventa il conte victor grazinskij e inizia le sue acclamate performance, pensando di aver convinto tutti di essere un uomo.
ma, c’è sempre un ma, il gangster americano king marchand, che rimane folgorato alla prima esibizione di victor, pensando fosse una donna (cosa che effettivamente è), non si arrende alla fuorviante evidenza e cerca di scoprire la vera identità di victor/victoria.
è inutile dirvi che ora iniziano i guai, e che guai: peripezie sbalorditive si susseguiranno in questo pazzo film, fino alla fine,e che fine!
non vi dico altro perchè va gustato lentamente.
ecco, forse l’unica pecca è la lunghezza del film, due ore buone, che a qualcuno potrebbero venire a noia, ma non arrendetevi perchè vale la pena rimanere svegli fino all’esibizione finale!
ecco un’assaggino: la seconda esibizione di victor/victoria, “the shady dame from seville”
Ottobre 26, 2009
mad world
All around me are familiar faces
Worn out places, worn out faces
Bright and early for their daily races
Going nowhere, going nowhere
Their tears are filling up their glasses
No expression, no expression
Hide my head I want to drown my sorrow
No tomorrow, no tomorrow
And I find it kind of funny
I find it kind of sad
The dreams in which I’m dying
Are the best I’ve ever had
I find it hard to tell you
I find it hard to take
When people run in circles
It’s a very, very
Mad World
Mad world
Children waiting for the day they feel good
Happy Birthday, Happy Birthday
And I feel the way that every child should
Sit and listen, sit and listen
Went to school and I was very nervous
No one knew me, no one knew me
Hello teacher tell me what’s my lesson
Look right through me, look right through me
And I find it kind of funny
I find it kind of sad
The dreams in which I’m dying
Are the best I’ve ever had
I find it hard to tell you
I find it hard to take
When people run in circles
It’s a very, very
Mad World
Mad World
Enlarging your world
Mad World.
-michael andrews feat. gary jules-
to L. 21 years old. i think he’s an angel now.
that’s a fucking mad world.
Ottobre 9, 2009
zia mame
posso soffermarmi, dando il mio parere positivo, sull’ottimismo che traspare dalle pagine di zia mame?
ho letto critiche sul fatto che il libro sia un mucchio di stronzate esagerate scritte sulla falsariga di un personaggio improbabile e fastidioso, e secondo gad lerner e matteo codignola che ha scritto la postfazione del libro è normale che sia così in quanto scritto da un uomo sessualmente ambiguo che aveva la tendenza a comportarsi in modo eccentrico e talvolta a spogliarsi in pubblico, qua riporto un estratto dell’articolo di gad lerner
Di sicuro continuerà a divertirsi Roberto Calasso, fregandosi le mani per il colpaccio. Ha riciclato come “chicca”, mezzo secolo dopo, una raccolta di storielle che furoreggiò negli Stati Uniti negli anni Cinquanta. Descrivendo una zia stramba, ricca e viziata che provvede a modo suo all’educazione del protagonista rimasto orfano. E, ciò facendo, impersona la caricatura del progressismo, spiritosamente demolito dall’autore che sciorina raffiche di luoghi comuni perbenisti sotto forma di caricatura. Enjoy, se vi piace la burla casereccia del buon conservatore che irride le nuove mode culturali e si rassicura definendo ebete l’altrui originalità. Se trovate sempre e comunque grottesca l’avanguardia culturale, e viziosi i suoi seguaci, e insopportabilmente privilegiate le signore che possono permettersi il lusso d’incapricciarsene. Per me la parte migliore di “Zia Mame” resterà la postfazione di Matteo Codignola che ci racconta i tormenti di chi si nascondeva dietro allo pseudonimo di Patrick Dennis, e come gli riuscisse perciò consolante menare per il naso il suo pubblico
carino, vero? e se vi leggete la postfazione inclusa nell’edizione italiana di zia mame resterete ancora più sorpresi. che tristezza, dico io. sembra che si giudichi questo libro dall’inadeguatezza dell’essere umano che lo ha scritto.
a mio parere, senza andare ad inguaiarci con proteste e critiche varie, trovo questo libro una chicca dove riversare i miei moti depressivi per tirarmi su il morale,perchè avere a che fare con una come zia mame che non si perde d’animo in nessuna situazione, che ha la capacità di reinventarsi in continuazione, sempre con una decina d’anni in meno ti fa vedere la vita tutta rosa, tutta possibile.
ora, avendo saputo che nel 1958 è stato prodotto il film (prima ancora lo spettacolo teatrale) con protagonista una fantastica rosalind russel (che per patrick dennis era la scelta perfetta per interpretare mame) farò di tutto per vederlo. il titolo italiano è “la signora mia zia”.
ecco il trailer in inglese
Ottobre 6, 2009
Dans ma chambre / /9.Lady Henderson presenta
la particolarità più triste di questo film è che non è stato valorizzato abbastanza, come meritava, perchè, signori, è assolutamente divino!
se deciderete di vederlo passerete gran parte del vostro tempo a ridere, questo è sicuro.
ma si ride sempre quando c’è una protagonista che di punto in bianco compra un teatro senza saperne che fare e che quando gli affari iniziano ad andare male doce”togliamo i vestiti!”. alle ragazze s’intende.
il motivo è comunque più che nobile e ve lo dirà lei alla fine del film.
dialoghi brillanti e attori spumeggianti.
oh lo so che si dice sempre così, ma credetemi è vero!
ciò che più aumenta l’interesse è che questa è una storia vera, trattasi della storia della vedova laura henderson (interpretata dalla bravissima, fantastica judi dench)che decide di acquistare il windmill theatre, realmente esistente a londra, che durante la guerra sopravvisse stoicamente ai bombardamenti (il teatro, dico) continuando a sfornare spettacoli per il buon godimento dei soldati e ci fu anche un vero vivian van damm come direttore del teatro( interpretato da bob hoskins che, inutile dirlo, bravissimo anche lui).
musiche, a mio parere davvero piacevoli, tanto che la colonna sonora l’ho subito fatta mia.
e che dire? divertente, con i suoi momenti seri( c’era anche una guerra in corso, non dimentichiamocelo!) e totalmente assurdo..bè è assurdo che negli anni quaranta possa davvero essere successo un fatto del genere!
ma gli essere umani, per nostra fortuna sono pieni di sorprese!

voto: 10/10 ( ahò a me è piaciuto da morire!!)
Settembre 24, 2009
abbiate pazienza
ma si sa che la gente vuole solo compiacere, con un finto sorriso sulle labbra,le altre persone.
Insincerità o voglia, bisogno di accettazione?
io, quei finti sorrisi non li sopporto.
il fatto è che, a volte sembra che li faccia anch’io quando sono del tutto sincera.
come dire ad una ragazza grassa “ma hai un bel viso, però”
e poi suicidati perché non sei magra.
queste, signori, sono stronzate.
abbiate pazienza.
Settembre 23, 2009
memorabilia 1.
Settembre 21, 2009
gaaaaaaaaaaaaaaaaaatti
ok, sono tutta gasata perchè ho trovato questo sito per caso che è SUPERCUTE! sui mici!
no, non si può neanche commentare da tanto bello che è!
si chiama MICIMIAO.
guardatelo.
umorismo sui gatti.^-^

picture by RACHAEL HALE
Settembre 17, 2009
a day, someday, everyday
fino alla noia, parole, fino alla noia.
il modo in cui esterni il tuo dolore, il tuo essere disarmante
curiosa la luce dei tuoi occhi.
Restando qua seduta mi sforzo di essere diversa. E basta.
inutilmente chiudo gli occhi perché le mie pupille restano attaccate alla luce.
e le mie iridi chiare manifestano il disappunto.
hai ragione, non ho più voglia di vedere il mondo ancora e ancora. nel suo essere veloce e inerme.
in fondo, se lo incontro, ne parlo male e ho paura che mi dica che sono ripetitiva
angosciante
e ripetitiva.
un sogno ce l’ho anch’io.
sbarazzarmi di me stessa. Perdere la pelle e smetterla di plasmarmi ad immagine e somiglianza altrui.
e io sono lì dentro, al mio corpo di ghiaccio, e busso cercando di uscire, ma la superficie
non si sfalda, nemmeno il più piccolo ricamo riesco a creare con le unghie
e continuo a rimpicciolire, a scomparire sempre di più.
mi chiedo cosa ci sia poi.
quando resisti agli attacchi e guardi in faccia la gente senza timore.
in fondo non mi importa niente di quello che pensano gli altri.
voglio soltanto che mi giudichino bene.
e ancora una volta sto male.




